LIBRI

 
 
 
 

SPINGENDO LA NOTTE PIÙ  IN LÀ

 
     
 

Mario Calabresi

SPINGENDO LA NOTTE PIÙ  IN LÀ – Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo

Mondatori 2007

 

ISBN

978-88-04-56842-9

Pagine

132

Formato

15 x 21  cm

Rilegatura

Copertina morbida

Lingua

Italiano

 
     
 

“Spararono a mio padre alle 9.15, mentre apriva la portiera della Cinquecento blu di mia madre.”

È la mattina del 17 Maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui. I cosiddetti “anni di piombo”, “la notte della Repubblica”.

Quei due colpi di pistola, però, non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La prima conseguenza di quel gesto e della lunga campagna di diffamazione organizzata da Lotta Continua contr il commissario Calabresi, nella sua terribile semplicità, spesso ci sfugge: una donna allora giovanissima, Gemma, perse il marito e si trovò, sola e incinta, a crescere tre figli, orfani prima di avere avuto il tempo di conoscere davvero il padre.

Non fu una morte inaspettata, scrive oggi Mario Calabresi. Fu lo sbocco naturale di un vero e proprio strazio, scandito da lettere anonime, da minacce scritte sui muri e da violenti attacchi pubblici da parte di molti intellettuali e da quella parte di quella che allora si chiamava sinistra extraparlamentare. E per chi rimase fu qualcosa di molto simile a un naufragio, a un evento senza ritorno, una voragine in cui si può sprofondare per sempre. O da cui invece si può ripartire raccogliendo le poche cose che restano, ricostruendo la propria memoria e la propria identità, ritrovando la voglia di vivere, spingendo la notte più in là.

 L’esistenza delle “altre” vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto – ci racconta oggi il figlio primogenito del commissario Calabresi – in quel momento si è trovata infatti davanti  a un bivio: c’è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l’oblio collettivo; e c’è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La stria della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all’improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata in un momento in cui grossa parte dell’opinione pubblica italiana offriva una complicità silenziosa alla lotta armata.

Questa è la storia di una famiglia italiana ferita dal terrorismo. Una storia fatta di profondo dolore ma anche di inattesa e spensierata allegria, in cui la voglia di vivere e l’amore per gli altri sono spesso riusciti a vincere l’odio e le divisioni che ancora oggi colpiscono il nostro paese. Una vicenda privata che appartiene a tutti noi.

 
 

Mario Calabresi (Milano 1970) ha studiato storia e giornalismo. Ha lavorato come cronista parlamentare all’Ansa e alla redazione romana della “Stampa”.

È stato caporedattore centrale della “Repubblica”, di cui oggi è il corrispondente da New York

 
 

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